Da oltre 40 anni,
servizi di alto livello
Desideri ricevere le più interessanti
notizie, le ultime novità o le migliori
proposte dell' Atlantic Catering & Banqueting?

Per Atlantic Catering, il JDSymposium 2026 è stato entrambe le cose: 1.800 Ospiti, quattro grandi momenti di accoglienza e ristorazione, oltre 6.000 servizi in due giorni, una cena servita contemporaneamente su due piani del Palazzo dei Congressi di Riccione e un beach party sviluppato su tre spiagge.
Ma questa storia non comincia con l’arrivo degli Ospiti.
Comincia molti mesi prima, in pieno inverno, quando Riccione ha un ritmo completamente diverso e l’evento esiste ancora soltanto sulla carta: programmi, planimetrie, menu, orari, ipotesi operative e tante domande alle quali trovare una risposta.
Finirà in una sera d’estate, quando tutto ciò che è stato studiato, provato e organizzato dovrà funzionare davvero.
Senza esitazioni.
I primi incontri del team organizzativo non servivano soltanto a stabilire che cosa preparare.
Servivano a comprendere l’evento nella sua interezza.
Ogni appuntamento è stato analizzato nei dettagli: il numero degli Ospiti, la provenienza internazionale di molti partecipanti, gli spostamenti tra le diverse aree, i tempi dei workshop, le esigenze alimentari specifiche e la possibilità che il programma subisse variazioni.
Nei grandi eventi, infatti, il timing scritto non coincide sempre con quello reale.
Un incontro può terminare più tardi. Una pausa può ridursi. Centinaia di persone possono raggiungere contemporaneamente la stessa area. Un servizio può dover iniziare prima del previsto o adattarsi rapidamente a un cambiamento di programma.
La risposta non può essere improvvisata.
Deve essere già contenuta nel progetto.
Per questo il lavoro è iniziato studiando non soltanto ogni momento dell’evento, ma anche ogni singolo piatto.
I menu dovevano essere piacevoli, riconoscibili e rappresentativi del territorio, ma anche capaci di mantenere qualità, freschezza e uniformità su numeri straordinari.
Perché un piatto eccellente per dieci persone non è automaticamente il piatto giusto per 1.800 Ospiti.
Occorre ripensarlo senza impoverirlo.
I focus meeting dedicati alla cucina non sono stati semplici momenti di degustazione.
Ogni preparazione è stata provata, osservata e valutata come parte di un sistema più ampio.
Quanto tempo richiede?
Come reagisce all’attesa?
Può essere impiattata in più punti contemporaneamente?
Mantiene consistenza, temperatura e sapore?
Come può essere adattata alle diverse esigenze alimentari senza rallentare il servizio?
Da queste prove è nato un vero lavoro di ingegnerizzazione dei menu.
Preparazioni, cotture, conservazione, trasporto, impiattamento e distribuzione sono stati progettati come passaggi di un’unica sequenza.
L’obiettivo non era rendere più semplice l’esperienza dell’Ospite.
Era rendere perfettamente organizzato tutto ciò che l’Ospite non avrebbe mai visto.
Perché, quando il lavoro dietro le quinte è stato progettato bene, ciò che arriva in sala appare naturale.
Il momento più imponente del programma era la cena servita per 1.800 Ospiti, distribuiti su due piani del Palazzo dei Congressi di Riccione.
Non era possibile affidare il servizio a un unico centro operativo.
Sono state quindi organizzate più aree di distribuzione, capaci di lavorare contemporaneamente e di servire i diversi settori delle sale senza creare rallentamenti.
Ogni squadra aveva una posizione, un percorso e una responsabilità precisa.
I piatti dovevano uscire dalle cucine, raggiungere i diversi punti di distribuzione, essere completati e arrivare ai tavoli con tempi il più possibile omogenei.
Il servizio non poteva semplicemente iniziare.
Doveva partire in modo coordinato.
Oltre 100 camerieri si sono mossi contemporaneamente tra i due piani, sostenuti da responsabili di area, bar, squadre di supporto e coordinatori pronti a intervenire nei punti più intensi.
Dietro l’apparente fluidità della cena c’era un’organizzazione costruita per non dipendere mai da una sola persona, da una sola cucina o da un unico percorso.
Alla guida della produzione gastronomica c’era Pasquale, executive chef di Atlantic Catering.
Il suo compito non era soltanto dirigere la cucina, ma costruire una macchina capace di lavorare su tre fronti contemporaneamente.
Tre cucine operative hanno prodotto piatti e preparazioni quasi in tempo reale, con l’obiettivo di preservare sapori, freschezza e qualità anche nei momenti di massima pressione.
Pasquale ha saputo organizzare una vera macchina da guerra, mantenendo però calma, lucidità e tranquillità anche nei giorni più intensi e trasmettendo sicurezza all’intera brigata.
Accanto a lui, Fabio ha lavorato instancabilmente per giorni e notti, affinché ogni preparazione fosse pronta nel momento esatto in cui sarebbe servita.
Con lui, Luca, Max, Ivan, Lucio, Nicolas, Marco e Sandro, insieme a un’organizzazione di cucina che ha coinvolto complessivamente circa 30 cuochi.
Ciascuno sapeva che il proprio lavoro non terminava con la preparazione del piatto.
Doveva inserirsi in una sequenza precisa, collegata alle cucine, ai trasporti, ai punti di distribuzione e al servizio finale.
Se la cena richiedeva precisione e sincronizzazione, il beach party poneva una sfida diversa.
Tre spiagge attive contemporaneamente, più postazioni operative, bar, buffet e flussi di Ospiti in continuo movimento.
In spiaggia le persone non seguono percorsi prestabiliti. Si spostano, cambiano area, si concentrano improvvisamente intorno a una proposta gastronomica, a un bar o a un momento dello spettacolo.
Era quindi impossibile sapere in anticipo quale punto sarebbe diventato il più frequentato.
Per questo il sistema è stato progettato con una gestione ridondante.
Attrezzature di supporto, mezzi supplementari, scorte operative e squadre mobili erano pronte a convergere dove necessario.
Quando una postazione registrava un’affluenza superiore alle attese, il team poteva rafforzarla rapidamente con persone, prodotti e materiali.
La struttura non era rigida.
Era una rete capace di adattarsi.
La ridondanza, in un progetto di queste dimensioni, non è un costo inutile.
È la garanzia che permette di mantenere la promessa fatta al committente anche quando la realtà prende una direzione diversa da quella prevista.
Tra le immagini più autentiche dell’evento ci sono quelle delle nostre Azdore, impegnate a preparare la piadina romagnola davanti agli Ospiti.
In due giorni ne hanno cotte e farcite oltre 4.000.
Farina, mani esperte, piastre calde e un ritmo continuo, sotto lo sguardo incuriosito di partecipanti provenienti da molti Paesi.
Un prodotto semplice soltanto in apparenza.
Per garantire una preparazione espressa su questi numeri servivano rifornimenti costanti, ingredienti sempre disponibili, postazioni efficienti e un’organizzazione capace di sostenere i momenti di maggiore affluenza.
La tradizione romagnola diventava così parte viva dell’esperienza: non soltanto qualcosa da assaggiare, ma un gesto da osservare e ricordare.
Anche la pasticceria ha affrontato numeri straordinari.
Luana, Manuela e Giulia hanno preparato quasi 2.000 dolci monoporzione per la cena, oltre ai sontuosi buffet di dolci, gelati e dessert destinati alla serata in spiaggia.
Quando si lavora su migliaia di preparazioni, la difficoltà non è soltanto produrre abbastanza.
È fare in modo che ogni dolce conservi la stessa eleganza, la stessa consistenza e la stessa cura.
Ogni monoporzione doveva arrivare in sala come se fosse stata preparata singolarmente per quell’Ospite.
Un progetto così complesso non può essere governato soltanto attraverso schemi e programmi.
Ha bisogno di persone capaci di assumersi responsabilità precise, di leggere ciò che sta accadendo e di prendere decisioni nel momento giusto.
Laura ha seguito ogni istante della nascita e dello sviluppo del progetto, accompagnandolo dai primi incontri fino alla realizzazione finale, sempre al fianco dei committenti.
Ha rappresentato il punto di continuità tra ciò che era stato immaginato in inverno e ciò che avrebbe preso forma in estate, mantenendo allineate progettazione, aspettative ed esecuzione operativa.
Conoscere ogni passaggio le ha permesso di anticipare esigenze, interpretare richieste e custodire la visione complessiva dell’evento fino all’ultimo servizio.
Accanto a lei, Eleonora, responsabile del nostro ufficio Eventi, ha offerto un supporto prezioso soprattutto nei momenti più critici.
La sua attenzione e la sua tempestività sono state determinanti nella gestione delle variazioni, delle richieste e dei passaggi organizzativi più delicati, rafforzando il coordinamento tra il progetto e la sua realizzazione concreta.
Simone, responsabile operativo, è stato il vero coordinatore di tutti i team.
Dalla logistica ai mezzi, dallo staff di sala ai bar, dagli allestimenti fino alla cura del servizio finale, ogni area doveva muoversi all’interno di una regia comune.
Il suo lavoro è stato far convergere persone, materiali e tempi nel punto esatto in cui servivano, trasformando una struttura estremamente complessa in un’organizzazione capace di reagire, adattarsi e arrivare puntuale a ogni appuntamento.
Gianluca ha dato solidità e concretezza, offrendo risposte anche nei momenti più critici.
Si è preso carico di centinaia di Ospiti e ha coordinato le squadre con presenza e lucidità, assumendo decisioni rapide quando il programma reale richiedeva un adattamento immediato.
Intorno a loro, una squadra di circa 180 persone ha dato vita all’intera operazione: cuochi, pasticcere, camerieri, baristi, responsabili di area, allestitori, autisti e addetti alla logistica.
Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dal team di Palariccione, con cui il coordinamento è stato continuo fin dalle prime fasi del progetto.
In particolare, Bruna ha saputo gestire con professionalità e grande calma un programma estremamente complesso, tenendo insieme attività congressuali, allestimenti, logistica, trasformazione degli spazi e tempi operativi molto serrati.
La sua precisione e la capacità di mantenere costantemente allineati i diversi interlocutori sono state decisive, soprattutto nei passaggi più delicati: quando le sale, ancora impegnate nei workshop, dovevano trasformarsi in tempi record negli ambienti destinati alla cena e, al termine della serata, essere nuovamente ripristinate per il programma del giorno successivo.
In eventi di questa portata, il successo non nasce mai dal lavoro di una sola organizzazione.
Nasce dalla qualità delle relazioni, dalla fiducia reciproca e dalla capacità di committente, location, partner e team operativi di lavorare come parti di un’unica regia.
La collaborazione con Palariccione è stata una componente essenziale del risultato.
La vera complessità dell’evento, però, non era data soltanto dai numeri.
Era data dal tempo.
Fino a circa due ore prima dell’inizio, le sale del Palazzo dei Congressi erano ancora occupate dai workshop del Symposium.
Le spiagge, nello stesso momento, erano normalmente frequentate dai turisti in vacanza.
Non esisteva la possibilità di preparare tutto con un giorno di anticipo.
Gli spazi dovevano cambiare identità quasi in tempo reale.
Appena terminati i workshop, le squadre hanno iniziato a liberare e trasformare le sale: migliaia di poltroncine da movimentare, centinaia di tavoli da posizionare, tovagliato, punti di distribuzione, forni, attrezzature, materiali di servizio e percorsi da rendere operativi.
Sulle spiagge, lo stesso processo è iniziato mentre gli ultimi bagnanti lasciavano gli ombrelloni.
In poche ore, luoghi ancora immersi nella normale vita estiva di Riccione sono diventati scenari pronti ad accogliere migliaia di persone.
Poi, a fine serata, tutto è ripartito in senso inverso.
Disallestire, caricare, pulire, riordinare e restituire gli spazi alle attività del giorno successivo.
L’evento doveva comparire e scomparire senza lasciare traccia della complessità necessaria a realizzarlo.
Questa è stata la vera magia.
Dietro ogni tavolo apparecchiato e ogni piatto servito c’era un movimento continuo di materiali.
Il team logistico, composto da circa 20 persone, ha curato carichi e scarichi, guidato mezzi e muletti e trasferito tutto ciò che serviva tra le cucine, il Palazzo dei Congressi e le spiagge.
Decine di quintali di piatti e bicchieri.
Enormi forni elettrici.
Migliaia di poltroncine.
Centinaia di tavoli.
Chilometri di tovagliato.
Acqua minerale, vini, ghiaccio, prodotti e attrezzature per i bar e per i party.
Ogni elemento doveva arrivare nel punto corretto, nella quantità prevista e nel momento esatto.
Un ritardo logistico può rallentare una cucina.
Una cucina rallentata può ritardare il servizio.
Un servizio in ritardo può cambiare la percezione di un intero evento.
Per questo la logistica non era un’attività di supporto.
Era una parte essenziale dell’esperienza finale.
Tutto questo si è svolto nel momento di massima intensità dell’anno.
Riccione era nel pieno dell’estate: spiagge affollate, traffico, accessi complessi, fornitori sotto pressione e una città già impegnata a sostenere la propria normale attività turistica.
Anche gli hotel del Gruppo Atlantic erano al 100% di occupazione, con eventi e ristorazione interna pienamente operativi.
La forza di Atlantic Catering nasce dalla sinergia con l’ospitalità alberghiera.
La cultura dell’accoglienza, l’esperienza quotidiana in cucina e in sala e la capacità di leggere le esigenze degli Ospiti costituiscono una base fondamentale.
Ma, in questa occasione, nessun reparto disponeva di risorse inutilizzate da trasferire facilmente al catering.
Tutti lavoravano già al massimo.
La capacità necessaria per il JDSymposium doveva quindi essere costruita, organizzata e coordinata senza compromettere l’esperienza degli Ospiti presenti negli hotel e nei ristoranti del Gruppo.
Ed è proprio questo ad aver reso il risultato ancora più significativo.
In un evento di queste dimensioni, l’imprevisto non è un’eccezione.
È una variabile da considerare fin dall’inizio.
Può cambiare un orario. Può aumentare improvvisamente l’afflusso verso una postazione. Può emergere una nuova esigenza alimentare. Può essere necessario spostare un mezzo, rafforzare un bar o far convergere una squadra in un’altra area.
La professionalità non consiste nel fingere che tutto proceda sempre secondo il programma.
Consiste nel creare un’organizzazione capace di adattarsi senza trasferire la difficoltà sugli Ospiti.
Per questo erano stati previsti presidi, alternative, attrezzature supplementari, mezzi di supporto e squadre mobili.
Quando si presentava una criticità, il team la affrontava dietro le quinte.
All’Ospite doveva arrivare soltanto il risultato finale: un servizio fluido, puntuale e curato.
Mesi di riunioni, prove, sopralluoghi, modifiche e simulazioni sono infine confluiti in poche ore.
Tutto ciò che era cominciato in pieno inverno ha preso forma in una sera d’estate, davanti a 1.800 Ospiti.
Il successo dell’operazione e il feedback finale del committente hanno confermato la qualità del lavoro svolto.
Ma il risultato più importante è andato oltre il singolo evento.
Il JDSymposium ha dimostrato che Atlantic Catering può affrontare produzioni di grande scala, programmi articolati, più location contemporanee e tempi di trasformazione estremamente ridotti, anche nel momento di massima operatività del Gruppo Atlantic.
Non è stato soltanto un evento concluso con successo.
È stato un cambio di fase.
La prova concreta che un modello organizzativo costruito negli anni attraverso l’ospitalità alberghiera, la ristorazione e il catering era pronto per affrontare una nuova dimensione.
È stato il momento in cui Atlantic Catering ha alzato il proprio livello.
E lo ha fatto grazie a circa 180 persone che hanno lavorato con responsabilità, energia e spirito di squadra, rendendo semplice agli occhi degli Ospiti ciò che semplice non era affatto.
Questa è la nostra idea di garanzia.
Questa è la nostra idea di professionalità.
Questa è Atlantic Catering.
Stai progettando un congresso, una convention o un grande evento su più location?
Raccontaci il progetto: il nostro ufficio Eventi può affiancarti dalla pianificazione alla realizzazione.
Desideri ricevere le più interessanti
notizie, le ultime novità o le migliori
proposte dell' Atlantic Catering & Banqueting?